neurothoughts

Gli occhiali alla Kafka

“Oh”, said the mouse, “the world gets narrower every day. At first, it was so wide that I was afraid, I went on and was glad when at last in the distance I saw walls to left and right, but these long walls converge so quickly that I am already in the last room, and there in the corner stands the trap I am running into.”

You only have to run in a different direction,” said the cat, and ate up the mouse.

You only have to run in a different direction”.

Oh“, disse il topo, “il mondo si restringe ogni giorno di più. All’inizio, era così grande da spaventarmi anche se, entrandovi, fui felice nel vedere in distanza pareti a destra e a sinistra, ma queste  lunghe pareti si sono ristrette così velocemente che sono già nell’ultima stanza, e lì nell’angolino sta la trappola cui corro verso.

Devi solo andare verso un’altra direzione“, disse il gatto, mangiandosi il topo,

Devi solo andare verso un’altra direzione.

Può una piccola fiaba di Kafka, trovata in una raccolta dei suoi scritti tra short-stories famosissime e i suoi romanzi leggendari, dirci qualcosa sul modo in cui vediamo il mondo?

Quando ci vediamo intrappolati e non sappiamo bene dove andare e cosa scegliere, sappiamo bene che direzione prendere o finiamo, infine, nella trappola che ci sta aspettando?

La nostra tendenza ad autosabotarci ci porta certe volte ad intrappolarci in abitudini o schemi di pensiero limitanti, che ci costringono a vedere il mondo e i problemi che derivano dal confrontarsi con esso come enormi, difficili da evitare e impossibili da risolvere.

In questi momenti la nostra capacità di scelta di azzera e, conseguentemente, ci sentiamo inetti, incapaci e piccoli di fronte a trappole che avremmo potuto evitare.

Come evitare di cadere in queste trappole? Magari pensando in maniera alternativa, cambiando la prospettiva su un determinato problema e provandoci a sentire in potere di fronte alle situazioni che incontriamo.

Kafka vi pone una piccola, ma enorme domanda: vi piacerebbe essere mangiati dal gatto o correre in un altra direzione e salvarvi?

La psicologia lavora su questa domanda e cerca di far arrivare il topolino a una soluzione che lo salvi e gli permetta di guardare il gatto da lontano, se non addirittura di affrontarlo.

Facile? Assolutamente no, ma è nelle difficoltà che ci si costruisce, che si capisce che direzione prendere, che ci si capisce un attimo di più.

E voi, in che direzione state andando?

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