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Insuperabili Onlus: dove lo sport incontra la disabilità

“Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato

la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa.” (Alex Zanardi)

Alex Zanardi è un’icona indiscussa delle gare automobilistiche, di paraciclismo, di paratriathlon e dello sport a livello internazionale.

Zanardi soffrì di un gravissimo incidente sportivo durante una gara del campionato CART il giorno 15 Settembre 2001 sul cicuito tedesco del Lausitzring, dove subì l’impatto di una collisione con una vettura lanciata a 320 km/h.

Dopo 4 giorni di coma farmacologico, un mese e mezzo di ricovero e 14 interventi chirurgici, Zanardi venne dimesso dall’ospedale di Berlino per cominciare la seconda parte della sua vita.

Una vita che avrebbe dovuto vivere senza entrambe le gambe.

Una vita che Zanardi prese a morsi, guardando la metà che era rimasta, rimettendosi in gioco fin da subito fino a raggiungere prestazioni e performances strabilianti a livelli internazionali, laureandosi pluricampione del mondo di paraciclismo nei mondiali su strada e ottenendo addirittura 4 ori olimpici.

La storia di Zanardi è l’esempio perfetto di come la disabilità possa entrare nella vita di una persona e di quanto piccola o insignificante essa possa apparire quando accoppiata all’attività sportiva, in cui nonostante la disabilità si può andare avanti raggiungendo risultati impensabili.

La storia di Alex Zanardi è la storia di un insuperabile, come la storia di coloro che ci approcceremo ora a raccontare.

La Insuperabili Onlus e la Reset Academy costituiscono una realtà unica nel panorama italiano che vede l’unione dei mondi dello sport e della disabilità.

La loro storia si può trovare sul sito, primo canale di approccio a Insuperabili Reset Academy e, ora, anche su Neurophilia e Psicologia Cognitiva Applicata su gentile concessione degli intervistati che ringrazio di cuore.

La Insuperabili Onlus e la Reset Academy promuovono le Scuole Calcio Insuperabili Reset Academy, volte a far giocare a pallone ragazzi con disabilità di tipo cognitivo, relazionale, affettivo-emotivo, comportamentale, fisico, motorio e sensoriale.

Insuperabili Reset Academy è un progetto ma anche una storia, una storia che porta le persone con disabilità nelle dinamiche dello sport, dove il desiderio di migliorarsi, il mettersi in gioco, la competitività, il senso di squadra, le difficoltà e le gioie tipiche delle dinamiche gruppali, la volontà di vincere e la forza dell’unione fanno la differenza.

Abbiamo voluto intervistare Annalisa Cerrone, referente psicoeducativa del progetto a livello nazionale per capire la nascita del progetto e la mission, così come, per chi fosse eventualmente interessato, per avere delle informazioni dall’interno per eventuali tirocini, esperienze di volontariato o lavorative all’interno di Insuperabili Reset Academy.

Di cosa ti occupi? Cosa fai dentro la Onlus?

Sono la referente psicoeducativa del progetto sia per Torino, dove Insuperabili Reset Academy è nata, sia per tutte le altre 17 Academy a livello nazionale. Il progetto è nato solo 7 anni fa e all’epoca contava solo 3 persone. Ora abbiamo centinaia e centinaia di atleti e di staff nelle Academy.

Come, perchè e per chi è nato Insuperabili Reset Academy?

Il progetto è nato perchè si cercava una scuola calcio per una ragazza con sindrome di Down. All’epoca, in Italia il settore calcio-disabilità non era molto strutturato, soprattutto a livello di didattica sportiva e non c’erano molte strade percorribili, per cui è cominciata una ricerca all’estero per prendere spunto da quello che già c’era, con un interesse particolare per paesi come il Regno Unito e la Russia. La specificità e la ricchezza di Insuperabili Reset Academy si sono espresse nell’unire tutta una serie di conoscenze sul mondo del training e dell’allenamento con una componente psicoeducativa, che comprende anche il mondo della psicologia della prestazione.

Gli atleti possono avere qualsiasi tipo di disabilità (cognitive, fisiche, ADHD, ritardi mentali, autismo, paralisi cerebrali, spina bifida, X fragile) ed età e nelle Academy avviate si cerca di dividerli per categorie e squadre, così da definire degli obiettivi sportivi per gli atleti. Si lavora divisi per categorie in base alla funzionalità e a volte in base alle disabilità, poichè ogni disabilità rappresenta un universo a sè e poichè si esprimono capacità differenti in modalità differenti. Siamo, inoltre, affiliati alle federazioni di riferimento per quanto riguarda l’unione disabilità-sport.

Insuperabili Reset Academy è solo calcio?

La mission è legata al calcio, poi si è evoluta con altri progetti multi-sport, ad esempio con camp settimanali estivi dove c’è la possibilità di esplorare diverse galassie sportive. È stato da poco aperto uno shop della Onlus a Torino per favorire, attraverso dei progetti, l’inserimento nel mondo lavorativo dall’interno della Onlus e facendo diventare promotori dell’attività gli atleti stessi. Inoltre, da quest’anno è nato anche l’Insuperabili Lab, uno spazio di laboratori di diverso tipo (es., autodifesa). Abbiamo anche un fumetto, il quale ha visto nascere l’edizione 0 l’anno scorso e che rende in maniera romanzata la nascita e il percorso di Insuperabili. Il fumetto si trova a questo link. Lo sport, ovviamente, ti insegna delle abilità e delle skills che possono essere trasportate all’esterno dello stesso. Lo shop, per esempio, porta a valorizzare questa contaminazione positiva.

Se uno studente di Psicologia volesse, per esempio, fare un tirocinio con voi, sarebbe possibile?

Abbiamo e abbiamo avuto delle collaborazioni universitarie con la parte di Scienze Motorie per la parte sportivo-motoria e, per quanto riguarda la parte psicologica, collaborazioni con alcuni istituti come, a Torino, l’Istituto di Psicologia Individuale “A. Adler”. Ovviamente, le collaborazioni con le scienze motorie sono più in linea con il progetto e, spesso, il monte ore di un tirocinio in una facoltà psicologica è molto più numeroso rispetto a quello che possiamo offrire noi. Tuttavia, la disponibilità a dialogare c’è sempre, come è presente la volontà di costruire l’eventuale tirocinio o esperienza di volontariato in base alle esigenze dello studente/della studentessa. Siamo anche aperti per eventuali tesi e collaborazioni.

Qual è il futuro di Insuperabili Reset Academy?

Continuare a lavorare con passione per inserirsi nel panorama in evoluzione calcio e disabilità in Italia, possibilmente con delle squadre che possano partecipare più agevolmente alle diverse proposte sportive che ci sono. Se il panorama italiano si allineasse con i panorami internazionali, tutto sarebbe un po’ più agevole. L’importante per gli atleti è partecipare ma anche gareggiare, perchè sono atleti come tutti. Gareggiando puoi vedere i frutti del lavoro della stagione, così da avere un riscontro al di là dell’allenamento in sè. Questo non solo per i risultati, ma soprattutto per avere la possibilità di mettersi in gioco, sfidarsi, competere in maniera stimolante.

Sei felice?

Sono decisamente felice, sono cresciuta con Insuperabili e l’ho visto praticamente nascere. È un mettersi in gioco ogni giorno con persone che si mettono in gioco ogni giorno, quindi è sicuramente motivante.

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