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Ikigai: come dotare le giornate di senso

Esiste, nel inguaggio giapponese, una parola piccola e densa di significato.

Questa parola è Ikigai.

La lingua nipponica cristallizza in 6 lettere un significato profondo: la sensazione di avere un senso che determina le giornate, di una ragione d’essere che ci trascende e ci porta, ogni giorno, a fare dei passi in più per raggiungerla.

Svegliarsi con uno scopo tutte le mattine, questo è l’ikigai.

Tutti noi, secondo la cultura giapponese, abbiamo un ikigai, che in certe aree dell’isola si riferisce alla persona di cui si è innamorati.

E pensandoci, tutti sono innamorati di un qualcosa e, per determinate cose, provano un entusiasmo travolgente e vivono dentro di loro un fuoco difficile se non impossibile da spegnere.

Questo fuoco può essere il proprio lavoro, i propri figli, un hobby che ci tiene vivi, la lettura, fare sport, il mondo dell’arte.

Ad esempio, per l’autore di questo articolo, il proprio ikigai è la possibilità di scrivere, di incidere parole nel non-spazio del virtuale, insieme a tutte le relazioni che compongono la sua rete sociale e ad un sogno che guida le sue giornate ogni giorno da molti anni, quello di lavorare con persone in difficoltà, per poter fare una differenza.

L’ikigai può anche essere rappresentata da una persona a noi talmente cara che addormentarsi per non vederla brillare sarebbe un peccato.

A questo proposito, ci tornano utili le parole di un autore di cui parleremo anche su Neuroobooks sulla pagina Instagram di Neurophilia, Jerome David Salinger. Nel suo libro “Alzate l’architrave, carpentieri e Seymour. Introduzione“, egli scrisse:

Keep me up till five because all your stars are out, and for no other reason


traducibile in italiano con:

“Tienimi sveglio fino alle cinque, perchè le tue stelle si stanno mostrando e per nessun’altra ragione.”

Parafrasando Salinger, l’ikigai è quella cosa o quella persona che ci tiene svegli fino alle 5, senza crearci problemi.”

In una prospettiva psicologica, l’Ikigai sembra decisamente avere un impatto profondo e positivo sulla vita delle persone. Uno studio sulla longevità nella popolazione Giapponese ha dimostrato che, insieme ad altri fattori come un sonno ristoratore di mediamente 7 ore e un’attività fisica costante avere un ikigai assicurava un abbassamento della mortalità, per cui una maggior prospettiva di vita.

In pratica, sembra che avere uno scopo per cui alzarsi e un qualcosa in cui credere aumenti la nostra vita.

Voi avete uno scopo per cui svegliarvi, quacosa che vi tenga svegli fino alle cinque, qualcosa che vi tiri giù dal letto e vi migiori la giornata solo pensandoci?

Identificare il proprio ikigai può rivelarsi un esercizio estremamente utile e non richiede che una cosa: la capacità di essere onesti con se stessi, sapere bene cosa abbiamo e cosa vorremmo raggiungere e di figurarsi ciò che saremo/vorremo essere ma soprattutto come vorremo essere nel futuro.

Per arrivare a questa consapevolezza, alcune domande sono più utili di altre:

Che cosa ci piace davvero fare? Per cosa ci brillano gli occhi? 

Che cosa ci sentiamo portati a fare?

Cosa serve al mondo? Possiamo crearlo/fornirlo noi in qualche modo?

Cosa sappiamo davvero fare bene? Possiamo considerarci maestri in qualcosa?

Ognuna di queste domande determina un campo: passione,
vocazione, missione, e professione.

Confrontando questi quattro campi, e compenetrandoli tra di loro possiamo finalmente capire qual è il nostro ikigai.

Trovare il proprio ikigai è uno dei motivi per garantirsi più serenità nel nostro veloce camminare su questo pianeta, dotando ogni passo di significato e godendosi davvero il viaggio che siamo tenuti a compiere. 

Perchè, dopotutto, Goethe aveva ragione a definirci Sinngeber, esseri con la capacità di dotare il mondo di un senso e trovarlo può rappresentare una delle sfide più grosse della nostra esistenza.

Neurophilia vi è vicino/a: buona fortuna con la ricerca del vostro ikigai!

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